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Mercato affitti
GIOVANI E AFFITTO IN ITALIA ED EUROPA
affitti_case_4Qual è la situazione abitativa dei giovani in Italia ed Europa? Quanti si allontanano da casa per andare a vivere per conto proprio? Il SICET (Sindacato Inquilini Casa e Territorio) ha svolto recentemente un’indagine sugli Italiani dai 18 ai 35 anni per analizzare proprio questo aspetto.

Dalla ricerca emerge che solo un quarto della popolazione intervistata abita al di fuori del nucleo familiare. In particolare: Il 63% dei giovani vive in affitto, mentre il restante 37% vive in casa di proprietà. Tra coloro che vivono in affitto solo il 55, 82% ha un contratto registrato e ben il 38% è senza contratto.
Lo studio analizza inoltre la tipologia di affitto degli intervistati: circa due terzi ha in locazione un’intera abitazione, il 16, 67% ha in affitto una camera ed il restante ha invece solo un posto letto.
I dati sono stati presentati il 3 Ottobre 2011 a Bruxelles durante la “Giornata Internazionale degli inquilini” promossa da Nazioni Unite e IUT (International Union of Tenants) il cui tema dell’anno era appunto Affordable rental housing for Young Adults” (Un affitto accessibile per i giovani).
I dati europei rispecchiano a grandi linee la situazione Italiana: nell’Unione Europea su una popolazione di 51 milione di individui ben il 46% dei giovani tra i 18 e i 34 vive ancora con la famiglia di origine o con uno dei genitori.
In Italia il numero dei giovani che vivono ancora in casa supera i 7,2 milioni.
Lo studio del SICET affronta anche la tematica dei prezzi degli affitti per i giovani in Italia.
I dati indicano che l’affitto di un posto letto va da 200 euro a 400 euro al mese, l’affitto di una camera singola si aggira da 250 euro al mese a 500 euro al mese e l’affitto di una abitazione varia da 450 a 1330 euro al mese.
La comparazione tra costi di affitto e redditi (molti studenti integrano le entrate con lavori saltuari dai 300 ai 400 euro al mese e lo stipendio medio di un lavoratore va dai 700 ai 1200 euro mensili) indica che non la scelta dell’affitto per i giovani non è certo facilitata.
Per questo si auspica l’introduzione di nuove  politiche abitative per i giovani a livello sia italiano che europeo per facilitare l’autonomia dei giovani e un costo di affitto accessibile per incoraggiare chi vuole rendersi indipendente dalla famiglia.

 
DETRAZIONI SUGLI AFFITTI PER I PROPRIETARI

affitti_case_7A quali detrazioni ha diritto il proprietario di una casa che affitta un appartamento?
La situazione è diversa a seconda del tipo di contratto con cui sia stato stipulato l’affitto.
Vediamo i vari casi nel dettaglio, partendo dai contratti ancora operativi ma ricadenti sotto la vecchia tipologia del contratto ad equo canone, cioè quei contratti stipulati prima del 1998, anno in cui la legge sulle locazioni è stata modificata. Se il vostro immobile in affitto rientra in questa casistica il reddito che dovrà essere assoggettato all’Irpef deve essere calcolato sul canone annuo ridotto del 15%. (Esistono alcune eccezioni, in particolare per i fabbricati che si trovano nella laguna e nella città di Venezia, dove la percentuale da scalare è il 25%).
Se il contratto di locazione ricade invece nella tipologia del contratto a canone libero (il cosiddetto 4+4, con riferimento agli anni di locazione) il reddito è ricavato dal valore più alto tra la rendita catastale rivalutata del 5% e il canone ribassato delle stesse percentuali previste per il contratto ad equo canone (cioè il 15% nella stragrande maggioranza dei casi e il 25% nel caso dell’area della laguna veneziana).
Se invece il vostro appartamento è stato affittato con un contratto a canone convenzionale (cioè il cosiddetto 3+2, sempre con riferimento agli anni di locazione) il reddito da assoggettare all’Irpef è ridotto ulteriormente del 30%, qualora l’immobile si trovi in uno dei Comuni ad alta densità abitativa secondo l’art. 1, Decreto legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito, con modificazione, dalla Legge 21 febbraio 1989, n. 61 e successive modificazioni. 
La detrazione del 30% è inoltre prevista per le locazioni situate nella Regione Abruzzo e concesse in modo temporaneo o permanente a soggetti colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009 le cui abitazioni originarie siano state distrutte o rese inagibili, secondo l’ordinanza dell’articolo 5 dell’ordinanza ministeriale n.3813 del 29 settembre 2009.
Per poter usufruire della riduzione del 30% è necessario compilare la sezione: “dati necessari per fruire delle agevolazioni previste per i contratti di locazione”.
In caso di inquilini morosi per i quali sia stata avviata procedura di sfratto i canoni non pagati devono essere dichiarati ma non vengono conteggiati nel totale del reddito. Inoltre è prevista un credito d’imposta nel caso sia stata corrisposta una tassazione precedente su redditi che di fatto non sono stati percepiti.
In questo caso il  reddito da considerare è quello calcolato sulla base della sola rendita catastale.
Ricordiamo che queste detrazioni si applicano nel caso il proprietario abbia scelto di avvalersi del regime ordinario della tassazione, mentre nel caso il proprietario abbia optato per l’opzione della cedolare secca la tassazione risponde a regolamenti e logiche differenti. Nel caso della cedolare secca infatti l’irpef è pagato separatamente e il reddito considerato è il 100%, senza quindi la riduzione del 15% prevista per il regime ordinario.

 
CANONE RIBASSATO PER LE CASE POPOLARI A MILANO

affitti_case_11Il 25 ottobre scorso il Comune di Milano ha reso noto che ridurrà il canone di affitto mensile per gli inquilini delle case popolari meno abbienti, in modo da far fronte alla crescente crisi che sta colpendo in particolare modo le fasce più deboli della popolazione cittadina.
Si tratta di una misura che avrà una durata temporanea e costituisce il primo risultato della trattativa tenutasi a Palazzo Marino tra l’Amministrazione del Comune di Milano e i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet, Unione Inquilini, Federcasa, Conia, Ugl, Asia-Usb, Uniat.  Per ora è previsto un abbassamento del 20% i canoni dell’edilizia residenziale pubblica (Erp) per quanti risultano avere un reddito Isee inferiore a 35000 euro annui.  Sono esclusi coloro che in base alla legge 27 pagano già i canoni minimi e coloro che non hanno subito incrementi di canone. Gli inquilini che beneficeranno di questa misura sono circa 12000 utenti su 23000 residenti delle case popolari del Comune.
Oltre all’abbassamento del canone è previsto inoltre un taglio alle spese del 15% per i servizi dell’Aler (pulizia degli immobili, taglio del verde ad eccezione delle spese non comprimibili come lo stipendio del portiere) che varrà non solo per la categoria più debole degli inquilini delle case popolari ma per tutti i suoi abitanti. La misura verrà applicata a partire dal 1 gennaio 2012 fino al 1 marzo dello stesso anno, periodo nel quale è prevista una revisione dello stato degli immobili e la stesura di un accordo definitivo tra l’Amministrazione di Milano e i sindacati per la gestione degli affitti dell’edilizia residenziale pubblica. In questo periodo verrà infatti intrapresa un’indagine a hoc per valutare in modo approfondito lo stato degli immobili ed avere le basi per emettere una misura più a lungo termine.
Sempre all’interno dello stesso accordo è stato stabilito anche una riduzione dei costi del riscaldamento per i meno abbienti che aumenta fino a 7000 famiglie (contro le 4500 che ne beneficiavano già da prima) il numero di quanti verranno sovvenzionati grazie al Fondo di Solidarietà per gli inquilini meno abbienti delle case Erp.
L’assessore Castellano dichiara inoltre che verranno applicate misure di rateizzazione per i casi di morosità, venendo incontro a chi non ha potuto pagare il canone mensile previsto per le Erp. Ci si aspetta che tali misure giochino un ruolo importante nel far rientrare i casi di morosità alla normalità.

 
LE DETRAZIONI SUGLI AFFITTI PER GLI INQUILINI

affitti_case_12Attraverso la compilazione del modello 730 o Unico per la Dichiarazione dei Redditi è possibile ottenere detrazioni annuali sul proprio affitto. Come fare per sapere se si rientra tra i potenziali beneficiari e quali sono in particolare le detrazioni? Ecco nel dettaglio come funziona:
Detrazioni per gli inquilini a basso reddito:
Chi si trova a vivere come casa principale in affitto in un appartamento regolato da contratto disposto dalla legge n.431 del 1998 ha diritto ad una detrazione di:
300,00 euro – In caso di reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro
150,00 euro – In caso di reddito complessivo tra 15.493,71  e 30.987,41 euro

Chi si trova a vivere come casa principale in affitto in un appartamento regolato da contratto disposto dagli articoli dall'art. 2, comma 3, e dall'art. 4, commi 2 e 3 della legge n. 431 del 1998 (cioè per i contratti convenzionati) ha diritto ad una detrazione di:
495,80 euro – In caso di reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro
247,90 euro -  In caso di reddito complessivo tra 15.493,71  e 30.987,41 euro

Detrazioni per i lavoratori dipendenti trasferiti:
I lavoratori dipendenti che hanno trasferito la propria residenza in una casa in affitto non oltre 3 anni prima nel Comune in cui lavorano, o in uno limitrofo, che si trovi in una Regione diversa rispetto a quella di appartenenza e che sia comunque distante oltre 100 chilometri, hanno diritto ad una detrazione di:
991,60 euro – In caso di reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro
495,80 euro -  In caso di reddito complessivo tra 15.493,71  e 30.987,41 euro
E’ possibile usufruire di questa detrazione per i primi 3 anni di cambio della residenza.

Detrazioni per Giovani che vivono in affitto:
I giovani tra i 20 e i 30 anni che abitano come casa principale in affitto, in un’abitazione diversa da quella dei genitori hanno diritto ad una detrazione di:
991,60 euro – In caso di reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro
E’ possibile usufruire di questa detrazione per i primi 3 anni della stipula del contratto.

Detrazioni per gli Studenti Universitari:
Gli studenti che stipulano un contratto di affitto per avvicinarsi ad un’Università distante almeno 100 chilometri dalla propria residenza e che si trovi in una regione diversa dalla propria hanno diritto ad un a detrazione del 19% del canone pagato, per un importo massimo di canone da 2.633 euro.
Per beneficiare di tale detrazione il contratto di affitto deve essere stipulato, o rinnovato, a canone "convenzionale", ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431 e relativo ad una abitazione situata nel Comune dell’Università o in uno limitrofo.
Sono inoltre inclusi in questa detrazione anche i canoni relativi ai contratti stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari, enti senza fini di lucro e cooperative.